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mercoledì 23 gennaio 2013

________________________TAVOLE BOTANICHE:

La Pittura Botanica e Naturalistica


L’approccio artistico alla Storia Naturale nasce da tradizioni culturali antichissime 
ricche di simboli legati al passato che influenzarono profondamente gli artisti rinascimentali 
i quali osservavano con occhio stupito il complesso ed affascinante mondo 
della Flora e della Fauna, tanto da riproporli spesso come elementi naturalistici 
legati alla Creazione e all’Armonia del Mondo.


Questi lavori minuti ed accurati divennero parte integrante dell’opera ed aprirono le porte all’affascinante fenomeno del Gotico Internazionale.



Legati alle concezioni teologiche e religiose dell’epoca ma anche volutamente a messaggi 
“ermetici ed esoterici” 
(ora pressoché incomprensibili poiché se ne è persa nel tempo la chiave di lettura)
 hanno coinvolto grandi pittori come 
Durer, Leonardo, Botticelli, Fuchs, Pisanello, Michelino da Besozzo, ecc. 
che ci hanno lasciato importanti “studi di Natura”.


Tappeti fioriti popolati di pavoni e farfalle, sfondi elaborati con motivi vegetali ed essenze arboree, 
piccoli giardini recintati (Hortur conclusus), forme stilizzate e squisitamente decorate
 hanno suggerito una nuova formazione artistica che dal XV° sec. 
ha coinvolto principalmente Francia, Fiandre e Italia del nord,
in Lombardia nacque un’originale scuola di Miniatura e Illustrazione di Codici 
come i “Taccuina Sanitatis”.


Dopo un lungo periodo di oblio, nasce, in ambito veneto e nel ferrarese
qualcosa di diverso, definito inizialmente come “Allegorico”.
Qui la natura non viene più considerata come sfondo o inserita con umiltà nelle tematiche trattate, ma diviene evidente e prorompente nella sua forma fisica 
(Nicolas Robert – Jacopo Ligozzi ed altri), 
posta in primo piano come “creazione artistica perfetta” che trae ispirazione dalla natura stessa: universi di piante, soggetti vegetali in scala reale, ricche messi e frutti stagionali.


Si diffonde la passione per la “Natura Morta”, che così morta non è, 
specialmente nella pittura forte ed esasperata del Caravaggio,
il più realista dei pittori del suo tempo.
Realismo che però differirà sostanzialmente nel concetto di 
disciplina come metodologia scientifica”, dalla realizzazione tecnica all'esecuzione pittorica. 
 Il vero obiettivo di questo tipo di pittura diviene la “reale riproduzione” 
delle varie specie floreali e faunistiche: un modo dettagliato, scientifico e meditato.


Lo sviluppo su basi scientifiche (durante l’Illuminismo) richiedono sempre più alti livelli di specializzazione  sia nella riproduzione topografico-archeologica del territorio sia nella ricerca medico-farmacologica che si rifà allo studio e all'analisi sempre più dettagliata
 e complessa del repertorio naturalistico.
Le esperienze esplorative dei viaggiatori botanici e naturalistici
 documentano nei loro “Carnets de voyage” le scoperte fatte, 
le annotazioni sul territorio, su usi e costumi delle varie comunità e… 
sulle “frappe” o disegni di vedute d’insieme, a distanza 
di gruppi di piante ben riconoscibili nel loro habitat naturale,
oltre a dettagliate e proporzionate riproduzioni dal vero di fiori, foglie, 
semi e calici floreali sezionati a scopo di studio scientifico. 



E’ sul finire del XX°sec. che questo genere d’arte viene riportato alla luce 
in piena dignità e finalmente riconosciuto dalla critica, 
dalle gallerie d’arte e dal pubblico sempre più interessato, 
acquistando una sua giusta collocazione in importanti collezioni private, 
purtroppo solo straniere,  e museali.


Tutto ciò ha creato comunque un nuovo impulso “artistico” 
verso l’Illustrazione Botanica che, oggigiorno, oltre allo stile estetico 
affianca una moderna tecnica esecutiva più sofisticata, intensa e suggestiva.


Si privilegia la tecnica dell’Acquerello 
realizzata in una paziente successione di sottili “velature” di colore.
Tale lenta, indispensabile e meditata esecuzione richiede molte e molte giornate di lavoro
 per rendere i dettagli degli esemplari da ritrarre estremamente interessanti, giocando:
o sulla ricerca volumetrica ed il controllo delle forme, 
o sull’elaborata concezione compositiva accentuando il rapporto spaziale ed atmosferico,
o sulla fantasia d’interpretazione espressa con consapevole sapienza e raffinato gusto.
Essa passa sempre attraverso lo studio scientifico,
 l’indispensabile conoscenza botanica e/o faunistica, 
la capacità di osservazione nel saper evidenziare l’essenza stessa dei particolari,
 ma anche e soprattutto alla “sensibilità” poetica dell’Artista.         


©Vera Bernocchi per  www.pitturedeccellenza.org




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